Nel cuore delle istituzioni laziali, la celiachia smette di essere una questione marginale per diventare una priorità politica e sociale. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un provvedimento che mira non solo a garantire diagnosi e trattamento efficaci, ma anche a promuovere un cambiamento culturale e produttivo, investendo un milione di euro in tre anni. Una cifra che diventa simbolo di un impegno concreto verso le oltre 24.000 persone che nel Lazio convivono con questa patologia.
Formazione e inclusione: la legge oltre la sanità
Alla base del nuovo assetto normativo c’è una visione sistemica. Il testo, proposto da Marco Bertucci, presidente della Commissione Bilancio, si muove su più direttrici: dalla formazione degli operatori della ristorazione alla sensibilizzazione nelle scuole, passando per il supporto al comparto agricolo che produce cereali privi di glutine. Un piano ambizioso, che coinvolge il mondo della sanità, dell’istruzione e dell’agroalimentare, rendendo la celiachia un tema trasversale, non più confinato alla sola sfera clinica.
Non si parla soltanto di terapie: l’obiettivo è insegnare a riconoscere i sintomi, intervenire tempestivamente e garantire ai pazienti strumenti adeguati per gestire la patologia nel quotidiano. Questo implica aggiornamenti professionali per medici e operatori sanitari, percorsi formativi nelle scuole alberghiere, attenzione nelle mense pubbliche e private. La norma prevede inoltre il coinvolgimento attivo delle associazioni del terzo settore, con un occhio di riguardo per l’Associazione Italiana Celiachia, che ha affiancato i legislatori in ogni fase del lavoro.
Investimenti strutturali per una società più consapevole
Il piano di spesa si articola in modo puntuale: 400mila euro nel 2025, 150mila per ciascuno degli anni successivi, mentre per l’agricoltura gluten free si garantiranno 100mila euro annui fino al 2027. L’aggiornamento del personale sanitario, invece, peserà direttamente sul bilancio del Sistema Sanitario regionale.
A rendere ancora più tangibile questo cambio di passo è l’istituzione della Giornata regionale della celiachia, fissata per il 15 settembre, e la creazione di un tavolo tecnico permanente. Una cabina di regia pensata per coordinare strategie, valutare risultati, proporre aggiustamenti. Non solo burocrazia, ma uno strumento dinamico per mantenere vivo il dialogo tra cittadini, medici, istituzioni.
Un messaggio chiaro: la celiachia non è una scelta alimentare
“Non si tratta di una moda – ha sottolineato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca – ma di una condizione medica che esige rigore e servizi adeguati”. Rocca ha parlato di un patto sociale, dove la qualità della vita delle persone celiache venga garantita in ogni spazio della vita quotidiana: nei ristoranti, nei supermercati, nelle scuole. La legge, nelle sue parole, è uno scudo contro l’emarginazione alimentare.
Anche il presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, ha voluto rimarcare il valore simbolico e operativo di questo passaggio: “Abbiamo dimostrato che l’interesse collettivo può superare le divisioni politiche, quando si tratta della salute di tutti”.
Il 12 giugno, la Sala Mechelli ospiterà la presentazione ufficiale della legge: un’occasione per illustrarne ogni dettaglio, ascoltare le istanze dei cittadini e ribadire che il cammino non si arresta con l’approvazione in aula. Un punto di partenza, non di arrivo.









