Ogni ottobre le città si vestono a festa tra zucche intagliate, luci tremolanti e travestimenti da incubo. Ma il vero brivido non arriva da streghe e vampiri: è nei numeri dello spreco alimentare e plastico che Halloween trascina con sé. Una festa che dura una notte e lascia dietro di sé una scia di rifiuti lunga settimane.
Lanterne di zucca e risorse buttate
La zucca è simbolo di Halloween ma anche emblema di uno spreco silenzioso. Nei soli Stati Uniti, oltre 450 milioni di chili finiscono in discarica ogni anno. In Regno Unito, 22 milioni di zucche vengono gettate via dopo essere state svuotate per creare lanterne. Solo una piccola parte viene cucinata.
Nel nostro Paese, la Coldiretti stima per il 2025 una produzione di circa 40.000 tonnellate di zucche e una “zucca economy” da oltre 30 milioni di euro. Nonostante l’importanza economica e agricola, il 58% delle zucche acquistate per Halloween finisce sprecato, ridotto a decorazione effimera.
Dietro ogni zucca buttata si nascondono ore di lavoro nei campi, litri d’acqua usati per irrigare, carburanti per il trasporto e l’energia consumata per conservarle. Quando questi ortaggi si decompongono in discarica, rilasciano metano, un gas serra 20 volte più potente della CO₂.
Costumi usa e getta: la plastica dei travestimenti
Non va meglio sul fronte dell’abbigliamento: nel Regno Unito si calcola che circa 7 milioni di costumi vengano gettati via dopo Halloween. Di questi, oltre il 60% contiene poliestere, un materiale derivato dal petrolio che può impiegare centinaia di anni per degradarsi. Si stima che nella settimana della festa si producano 2.000 tonnellate di rifiuti di plastica, considerando anche il packaging di dolcetti e caramelle.
Negli Stati Uniti, dove Halloween ha dimensioni colossali, ogni bambino genera in media mezzo chilo di rifiuti solo tra dolcetti e imballaggi. E le zucche buttate raggiungono la cifra mostruosa di 450 milioni di chili. Quanto ai costumi, oltre 35 milioni di abiti vengono gettati ogni anno, molti dei quali sono composti da materiali non riciclabili.
Semi d’oro, risorse dimenticate
Mentre si celebra l’orrore per gioco, quello reale si consuma in silenzio. La polpa delle zucche potrebbe essere trasformata in risotti, zuppe, torte. I semi, ricchi di proteine, zinco e magnesio, potrebbero diventare snack salutari o ingredienti per arricchire l’alimentazione. Anche ciò che resta può avere un valore: molte fattorie accettano zucche scartate da usare come mangime per gli animali. E dove il consumo non è possibile, il compostaggio rappresenta una valida alternativa.
Un Halloween sostenibile si può fare
Non tutto è perduto. Diverse realtà britanniche hanno lanciato campagne di sensibilizzazione per invitare le famiglie a cucinare le zucche o compostarle. Negli USA si sperimentano bioraffinerie che trasformano gli scarti organici in biocarburanti. E se in Italia manca ancora un’iniziativa nazionale strutturata, l’interesse crescente per la sostenibilità apre uno spiraglio.
Un Halloween meno impattante è possibile: travestimenti creati con materiali di recupero, zucche acquistate per essere cucinate e non solo esposte, educazione al riuso e al riciclo. Il vero incubo non sono i fantasmi: è l’abitudine a consumare senza riflettere su ciò che lasciamo dietro.









