Un controllo microbiologico ha fatto scattare l’allarme. Alcuni lotti di salmone affumicato e salame sono stati ritirati con effetto immediato da supermercati e rivenditori italiani. Le analisi effettuate hanno rivelato la possibile presenza del batterio Listeria monocytogenes, patogeno noto per causare infezioni anche gravi, soprattutto nei soggetti più vulnerabili. Il Ministero della Salute ha pubblicato l’avviso di richiamo sul proprio portale ufficiale, invitando i consumatori a non toccare il prodotto, ma a restituirlo al punto vendita.
Il lotto incriminato: dettagli sul salmone norvegese
Il salmone affumicato finito sotto la lente di ingrandimento porta il marchio KV Nordic, distribuito da Eurofood S.p.A.. Si tratta della confezione da 100 grammi con lotto 486238, prodotta da Koral Sa nello stabilimento polacco identificato dal codice PL32081801 WE. La scadenza indicata è 4 ottobre 2025. Ogni informazione utile al riconoscimento del prodotto è chiaramente stampata sull’etichetta. Chi lo avesse acquistato è invitato a non consumarlo, ma a restituirlo immediatamente.
Anche un salame tra i prodotti ritirati
Oltre al salmone, è stato richiamato un salame morbido senza glutine. Prodotto dal Salumificio di Genga S.r.l., il lotto interessato è il numero 30, con scadenza 16 dicembre 2025. La confezione da 350 grammi, sigillata sottovuoto, è stata distribuita con sede produttiva in via Meleto, a Genga (AN). Anche in questo caso il ritiro è stato deciso in via cautelativa a causa di possibili contaminazioni microbiologiche.
Che cos’è la Listeria monocytogenes e perché è pericolosa?
La Listeria monocytogenes è un batterio dalla resistenza impressionante: sopravvive a basse temperature, resiste al sale e si sviluppa anche in ambienti acidi. Abituale nel suolo, nelle acque e nella vegetazione, diventa pericolosa quando si insinua negli alimenti pronti al consumo, dove può proliferare silenziosamente.
Le infezioni causate da questo patogeno – note come listeriosi – possono manifestarsi in forma lieve o trasformarsi in quadri clinici severi: meningiti, encefaliti, setticemie. Nei soggetti sani può bastare un episodio di gastroenterite autolimitante, ma in donne incinte, anziani o individui immunodepressi l’esito può essere fatale. Nelle gravidanze, l’infezione può compromettere la salute del feto causando aborto, parto prematuro o morte intrauterina.
Listeriosi: un rischio sanitario monitorato a livello europeo
La sorveglianza sulla listeriosi è stringente in tutta l’Unione Europea. L’ECDC, attraverso la rete TESSy, coordina la raccolta e l’analisi dei dati sanitari legati ai casi umani. In parallelo, l’EFSA si occupa del monitoraggio nel comparto alimentare e animale. I dati vengono raccolti, comparati e pubblicati nel rapporto One Health sulle zoonosi. Anche in Italia, l’Istituto Superiore di Sanità svolge un ruolo chiave nella raccolta e sequenziamento dei ceppi batterici, con l’obiettivo di individuare eventuali cluster epidemici.
Nel 2020, i casi segnalati nell’UE sono stati 1.876, colpendo prevalentemente soggetti con più di 64 anni. Nonostante non sia la zoonosi più diffusa, la listeriosi è tra quelle con il più alto tasso di ospedalizzazione e mortalità.
Prevenzione: come proteggersi dalla listeriosi
Per ridurre il rischio di infezione, è fondamentale adottare buone pratiche igieniche, soprattutto nella manipolazione e conservazione degli alimenti. Alcune regole:
- lavare accuratamente frutta e verdura sotto acqua corrente
- pulire regolarmente le superfici di cucina, utensili e frigoriferi
- cuocere completamente le carni e separare gli alimenti crudi da quelli pronti
- consumare i prodotti pronti al consumo entro la data di scadenza
- conservare gli avanzi in contenitori sigillati e poco profondi per un raffreddamento rapido
Le persone immunocompromesse e le donne in gravidanza dovrebbero evitare salumi a breve stagionatura, pesce affumicato, latte non pastorizzato e formaggi a pasta molle o poco stagionati.
I controlli sui prodotti alimentari in Europa
L’intero sistema di sicurezza alimentare europeo si basa sulla responsabilità degli operatori del settore alimentare (OSA), che devono applicare rigorosamente le norme HACCP. Il Regolamento CE 2073/2005 stabilisce criteri microbiologici precisi per la Listeria nei prodotti pronti al consumo, sia in fase di produzione che di commercializzazione. Ogni alimento deve essere conforme a questi criteri prima di essere immesso sul mercato.









