Un’immagine potente – San Giorgio che trafigge il drago – diventa emblema della sfida contro il cancro. Una sfida quotidiana, combattuta da medici, ricercatori e innovatori del settore sanitario. A loro verrà consegnata la targa simbolo del Cracking Cancer Award 2025, durante il Cracking Cancer Forum, che accenderà i riflettori a Bologna il 15 e 16 aprile.
L’iniziativa, alla sua quinta edizione, non è soltanto un evento. È un riconoscimento tangibile a chi ha saputo incidere, innovare, spingere oltre i confini della cura. Un premio per chi ha guardato il drago negli occhi.
I campi della lotta: chi viene premiato
Medici per scoperte cruciali. Figure che hanno incarnato, più di ogni altra, la determinazione nella lotta alla malattia. Aziende che hanno rivoluzionato la relazione tra pazienti e servizi grazie a soluzioni digitali. Realtà private che hanno ideato progetti da sviluppare insieme alle Reti Oncologiche. E ancora: proposte concrete per migliorare i processi interni delle stesse reti, valutate anche per il loro approccio alla realizzazione.
- Premio per la ricerca medica in oncologia
- Premio alla figura simbolo nella lotta al cancro
- Riconoscimento all’azienda con il miglior servizio digitale per pazienti e Reti
- Migliore proposta progettuale da condividere con le Reti Oncologiche
- Progetto d’impresa per ottimizzare i processi di rete
Tutti possono partecipare. Nessun costo d’iscrizione. Basta presentare la proposta attraverso il form online disponibile su www.crackingcancer.it entro venerdì 4 aprile 2025.
Dove nasce il simbolo: la forza di una lancia che si ricostruisce
Il premio prende ispirazione da una formella in pietra sulla Porta di San Giorgio a Firenze. Un dettaglio, però, cambia: nella scultura originale, la lancia è spezzata. Nel logo del premio, invece, quella stessa lancia è stata ricostruita. “Perché oggi – spiega Giuseppe Orzati, amministratore di Koncept – possiamo affrontare il drago con strumenti nuovi”.
Lo scopo va oltre la medicina. Vuole riconoscere chi ha cambiato il volto della malattia, migliorando la qualità di vita dei pazienti con strumenti terapeutici, farmaci, comunicazione, servizi. Con empatia. “La lotta al cancro – ricorda Orzati – non è solo guarigione, ma anche dignità, presenza, ascolto. È il nostro lato più umano che dobbiamo mettere in campo”.








