Il panorama della distribuzione moderna italiana sta cambiando direzione. L’anteprima del Rapporto Coop 2025 mette in evidenza tre direttrici principali: il ritorno in scena dei supermercati come protagonisti, l’accelerazione della grande distribuzione verso modelli digitali e sostenibili, e il divario crescente tra industria e retail, con i produttori che conservano una redditività superiore. Tre elementi che, combinati, delineano un settore in pieno riassetto, dove le certezze di ieri cedono il passo a nuovi equilibri ancora fragili.
Supermercati più dinamici, discount meno brillanti
Per oltre un decennio lo scenario sembrava scritto: il discount cresceva senza sosta mentre il supermercato perdeva terreno. Prezzi aggressivi e offerte continue avevano reso il canale low cost la scelta obbligata in un Paese schiacciato dall’inflazione. Oggi, però, il copione si ribalta. Nei primi sei mesi del 2025 i supermercati hanno registrato un incremento a valore del 4,2%, superando il +3,3% dei discount. Anche i volumi segnano un piccolo sorpasso: +1,5% contro +1,3%.
A spingere questa inversione c’è il successo delle marche del distributore (MDD), sempre più capaci di intercettare sia chi cerca convenienza sia chi desidera qualità a prezzi accessibili. L’83% dei manager del settore ritiene che le vendite di MDD continueranno a crescere nei prossimi 12-18 mesi, confermando la centralità di questo segmento nella strategia dei retailer.
Negozi sempre più digitali e consumatori attenti al benessere
La competizione nella grande distribuzione non si gioca più solo sul prezzo. Secondo il Rapporto Coop, il negozio del futuro sarà un hub tecnologico e relazionale, capace di integrare intelligenza artificiale, sistemi di pagamento rapidi, soluzioni di “scan & go” e logistica avanzata. L’esperienza d’acquisto diventa così un valore aggiunto, trasformando il punto vendita da semplice luogo di approvvigionamento a spazio di interazione.
Nel frattempo, i carrelli raccontano di abitudini sempre più orientate al benessere: alimenti vegetali, proteine funzionali, snack salutistici e bevande a basso contenuto alcolico trainano la crescita. Il consumatore medio, oggi, cerca leggerezza e salute, premiando le aziende che sanno coniugare innovazione, sostenibilità e qualità nutrizionale.
Industria più redditizia della distribuzione
Se i ricavi tra distribuzione e industria alimentare si muovono su binari paralleli, è la redditività a marcare la distanza. Nel 2024 la Gdo ha raggiunto un fatturato netto di 82,9 miliardi (+2,8%), l’industria 80,6 miliardi (+2,2%). Ma il ROI della distribuzione si ferma al 3,3%, mentre quello dell’industria tocca il 4,9%. Lo stesso divario emerge dall’Ebitda: 4,8% contro 7,9%.
La distribuzione, pur rafforzando i volumi, continua a fare i conti con margini ridotti e costi operativi elevati. Per recuperare competitività, dovrà puntare su efficienza, modelli innovativi e una gestione più dinamica delle risorse.
Un settore in piena transizione
L’istantanea che emerge dal Rapporto Coop 2025 è quella di una fase di transizione. I supermercati tornano protagonisti, i consumatori pretendono esperienze più digitali e salutari, l’industria conserva una leadership nella redditività. Non si tratta ancora della vittoria di un modello sull’altro, ma dell’inizio di un riequilibrio che obbliga tutti gli attori della filiera a rimettere in discussione le proprie strategie.
La sfida dei prossimi anni sarà duplice: mantenere la competitività nell’immediato e, al tempo stesso, costruire un rapporto solido con consumatori sempre più consapevoli e selettivi.








