Il Vino Nobile rischia di pagare dazio, e non solo in senso figurato. Dall’altra parte dell’Atlantico, l’ombra lunga dei dazi statunitensi minaccia di inghiottire il secondo mercato per le esportazioni della storica denominazione toscana. Una risposta doveva arrivare, e il Consorzio non ha esitato: una lettera firmata dal presidente Andrea Rossi è stata recapitata ai ministri Lollobrigida, Tajani e Urso per chiedere interventi urgenti e decisi.
200% di rischio, 10 milioni di bottiglie e il futuro in bilico
L’allarme è chiaro: se i dazi evocati dal governo americano entrassero in vigore, potrebbero gonfiare il prezzo del vino fino al 200%. Non si tratterebbe solo di una perdita economica, ma di un colpo al cuore della viticoltura italiana. La denominazione Vino Nobile di Montepulciano esporta circa il 35% delle sue bottiglie negli Stati Uniti, su una produzione complessiva di 10 milioni di unità all’anno. Investimenti in promozione, campagne OCM, presidi fieristici: tutto rischia di sgretolarsi sotto il peso di una barriera commerciale improvvisa.
- 35% dell’export vola verso gli USA, oggi secondo mercato di riferimento
- 65,5% della produzione venduta all’estero nel 2024
- Vendite bio: 44,7% sul mercato italiano, oltre 50% nel resto del mondo
- Mercato interno guidato dalla Toscana (42%) e dal Centro Italia (62%)
- Cresce la vendita diretta in azienda: superata la soglia del 35%
La missiva del Consorzio è un grido che sa di urgenza e determinazione. “Questo dazio – si legge – avrebbe un effetto rovinoso non solo per i produttori, ma per l’intero sistema economico che ruota attorno al vino”. Un’eccellenza che non può essere sacrificata nel gioco delle tensioni geopolitiche.
Appello a Roma e Bruxelles: servono accordi e meno burocrazia
Nel testo, Rossi non si limita a descrivere il problema. Chiede soluzioni. Serve un confronto diretto con le autorità americane, ma anche un’accelerazione su dossier chiave come l’accordo commerciale Mercosur, oggi fermo al palo. Il Consorzio punta anche il dito contro la gestione macchinosa dei fondi OCM: strumenti preziosi, resi inefficaci da una burocrazia che soffoca ogni slancio.
“Il Vino Nobile – ricorda Rossi – non è solo una denominazione, è un simbolo. E come tale va difeso”.







