Un dettaglio apparentemente trascurabile ha imposto l’intervento del Ministero della Salute: un errore nella data di scadenza ha reso necessario il ritiro di un lotto di Mozzarella di Bufala Campana DOP a marchio Cilento. La svista riguarda il lotto L160, venduto in confezioni da 125 grammi, in cui l’etichetta riporta come data limite il 9 luglio 2026, ma quella corretta è il 9 luglio 2025. Un anno di troppo che ha imposto la sospensione precauzionale della distribuzione.
L’azienda Cilento Spa, con sede produttiva a Cellole, in provincia di Caserta (località Campofelice, identificativo IT 15 332 CE), ha disposto il ritiro tempestivo del prodotto, specificando che il consumo oltre la data effettiva potrebbe compromettere la sicurezza alimentare. Consumatori e rivenditori sono stati invitati a non utilizzare il prodotto e a riconsegnarlo nei punti vendita, dove sarà accettata la restituzione anche senza scontrino. L’assistenza clienti dell’azienda è disponibile all’indirizzo e-mail [email protected].
Conservare la mozzarella senza comprometterne l’anima
Non è un semplice formaggio: la mozzarella di bufala è un prodotto vivo, sensibile a luce, temperatura e tempo. Per mantenere intatte le sue qualità organolettiche, va custodita nel suo liquido di governo, senza forzature termiche. Il suo habitat ideale è una temperatura mite, compresa tra i 18 e i 24 gradi, lontana da frigoriferi e da fonti di calore. Solo se il consumo immediato non è possibile, è ammesso conservarla in frigo, sempre immersa nel siero, ma solo per due o tre giorni.
Un errore comune è servirla fredda: il freddo ne mortifica aroma e consistenza. Per gustarla al meglio, occorre lasciarla riposare a temperatura ambiente almeno mezz’ora prima del consumo. Il congelamento? Da evitare, a meno che il suo destino non sia una cottura. Altra precauzione: tenere la confezione chiusa fino all’ultimo momento per preservare la fragranza del latte fresco.
Una volta tagliata, la mozzarella perde rapidamente la sua identità sensoriale: il consiglio è di consumarla subito. Se ne resta una parte, può essere riposta in frigo nel liquido originale, da riportare a temperatura ambiente prima dell’uso. Per le preparazioni calde, è preferibile scolarla per evitare che rilasci troppa acqua durante la cottura.








