Non bastano telecamere e premi per garantire sicurezza: la notorietà di un programma può diventare esca perfetta per i truffatori. Ed è proprio ciò che sta accadendo a “4 Ristoranti”, il format televisivo di Alessandro Borghese, trasformato da alcuni criminali in strumento di raggiro ai danni di ignari ristoratori italiani.
I falsi inviti: una sceneggiatura da incubo
I malintenzionati agiscono con astuzia. Si presentano come membri dello staff produttivo, promettono una comparsa televisiva nel celebre programma e richiedono un contributo economico per “formalizzare l’ingresso”. La cifra? Variabile, ma abbastanza allettante da convincere alcune vittime a versarla, sperando di guadagnare visibilità e prestigio. In realtà, dietro quei contatti si cela un piano studiato per sfruttare l’ambizione di molti operatori della ristorazione.
A differenza delle trame costruite davanti alle telecamere, qui non c’è regia. Solo frode. Nessuna quota è mai stata richiesta per partecipare al programma: lo confermano sia Sky Italia sia Banijay, la casa di produzione responsabile dello show.
La reazione dello chef e della produzione
Non appena venuti a conoscenza dell’inganno, Alessandro Borghese e il suo team si sono mossi con decisione. Sui profili ufficiali della trasmissione è apparsa una dichiarazione inequivocabile: “Chi vi chiede soldi per entrare a 4 Ristoranti sta mentendo. Diffidate, denunciate, non cedete”. Un messaggio chiaro, che mira a proteggere la credibilità della trasmissione e a difendere i professionisti coinvolti.
Lo chef, noto per la sua simpatia e il suo rigore professionale, ha espresso rabbia e frustrazione per un episodio che macchia l’immagine del format, proprio nell’anno del suo decennale.
Il meccanismo della truffa: come si muovono i malviventi
La dinamica è sempre la stessa: telefonate mirate, linguaggio professionale, dettagli verosimili e richieste di versamenti per “costi di produzione” o “prenotazione di slot televisivi”. Un copione rodato che ha tratto in inganno anche ristoratori esperti, magari poco avvezzi ai meccanismi del piccolo schermo ma desiderosi di far conoscere la propria cucina.
Chi ha avuto fiuto, ha allertato Sky. Chi ha ceduto, è rimasto scottato, con un danno economico ma anche emotivo. Perché a essere truffata, in fondo, è stata la speranza.
Proteggere la comunità gastronomica
In un’epoca in cui ogni click può valere una recensione e ogni visual una prenotazione, le truffe che colpiscono la ristorazione diventano doppiamente gravi. Per questo la denuncia pubblica assume un valore che va oltre il semplice avviso: diventa un’azione di tutela collettiva.
La redazione di “4 Ristoranti” ha sottolineato che l’unico modo per partecipare al programma è candidarsi tramite i canali ufficiali. Ogni scelta è operata internamente, senza alcuna intermediazione economica.








