Una giornata dedicata al perlage nobile del Piemonte si prepara a invadere la Capitale. Lunedì 16 giugno 2025, tra le pareti neoclassiche dello Spazio Field a Palazzo Brancaccio, più di trenta case spumantiere porteranno in scena le loro cuvée Metodo Classico. In degustazione oltre settanta etichette di Alta Langa DOCG, tra bianchi, rosati e riserve, nelle versioni brut e pas dosé: una parata di eccellenze rivolta esclusivamente a professionisti del mondo Horeca e stampa di settore.
L’accesso sarà gratuito, ma con registrazione obbligatoria. Nel corso della giornata, momenti formativi guidati da Marco Reitano – sommelier del tre stelle La Pergola del Rome Cavalieri – accompagneranno l’esperienza sensoriale con masterclass riservate su invito.
Roma brinda all’eleganza delle bollicine piemontesi
“Questa seconda edizione testimonia l’attenzione crescente verso una denominazione ancora giovane ma ormai riconosciuta tra le protagoniste del metodo classico italiano”, racconta Reitano. Non si tratta soltanto di un evento, ma di un ponte culturale tra la capitale e l’anima collinare del Piemonte, dove la viticoltura dialoga con il paesaggio e la memoria.
Oltre la degustazione: dieci ristoranti romani in uno storytelling visivo
Nelle giornate che precedono l’evento, dieci insegne romane saranno immortalate in un reportage fotografico volto a raccontare, con immagini evocative, l’incontro tra la ristorazione d’autore e l’Alta Langa DOCG. Dai fornelli alle sale, dalle bottiglie alle mani che le servono: ogni scatto celebrerà il legame autentico tra vino e territorio.
I ristoranti coinvolti spaziano dall’alta cucina di Idylio by Apreda al bistrot urbano Romané, dal fascino senza tempo di Armando al Pantheon alla contemporaneità di Follie del Villa Agrippina, in un mosaico che riflette la versatilità e l’identità delle bollicine alte piemontesi.
“Onde”: l’Alta Langa si fa arte attraverso il design
Durante la manifestazione debutterà ufficialmente “Onde”, un’installazione che riproduce fedelmente le curve topografiche della zona DOCG. L’opera, costruita sovrapponendo sottili lamine lignee verniciate in giallo-oro, è destinata a diventare simbolo itinerante del Consorzio: non solo uno strumento visivo ma un racconto tridimensionale del territorio, nato da un mare antico oggi trasformato in una sinfonia di colline coltivate.
Un cocktail per Roma: nasce “Alta Langa Passion”
Non solo calici ma anche shaker. Il bar manager Giacomo Colamarino del locale “Ai Piani Sottobanco” ha ideato per l’occasione un cocktail esclusivo: l’Alta Langa Passion. Un incontro fra tradizione e mixology, dove il perlage della DOCG piemontese si fonde con vodka, lime e sciroppo di frutto della passione, in un’inedita armonia pensata per raccontare l’unione tra due mondi.
Il Consorzio: una visione collettiva nata dalla terra
Fondato nel 2001, il Consorzio Alta Langa riunisce 90 produttori e altrettanti viticoltori, accomunati da un’idea forte: custodire e valorizzare un territorio difficile ma generoso. L’associazione è partner di lunga data della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e collabora con Slow Food e l’Università di Pollenzo. Oggi l’Alta Langa DOCG è riconosciuta come “Vino dell’Anno Regione Piemonte” 2025, simbolo di una viticoltura d’eccellenza che coniuga tecnica, storia e paesaggio.
Alta Langa DOCG: una storia scritta con le vendemmie
L’identità dell’Alta Langa sta nella sua natura millesimata. Ogni bottiglia racconta un’annata precisa, raccolta manualmente tra le colline di Cuneo, Asti e Alessandria. I vitigni impiegati, Pinot Nero e Chardonnay, vengono vinificati in purezza o in blend, senza mai superare il 10% di altre uve non aromatiche ammesse dal disciplinare.
Con un affinamento minimo di 30 mesi sui lieviti e una produzione attuale di oltre tre milioni di bottiglie, questo spumante porta nel bicchiere la voce di una terra che guarda le Alpi e respira il mare. Un territorio rimasto intatto, custode di memorie, biodiversità e bellezza senza tempo.









